Questo quadro di G.Moreau è un esempio perfetto del simbolismo in arte; lontano dal realismo (“Credo solo a ciò che non vedo” diceva ) l’autore ci presenta Salomè che si difende dall’apparizione della testa di Giovanni Battista appena mozzata e grondante di sangue, che si solleva misteriosamente  in alto in aria. Un insieme di sensualità e misticismo, un perfetto mix di eros e thanatos che rimanda alle oscure profondità dell’animo umano, su cui è vano indagare con la ragione, che resta abbagliata come  Salomè di fronte ai raggi che si sprigionano dalla testa del Battista. Nel quadro sono presenti anche statuette di animali egizi e mostri pagani che rimandano a un misterioso intreccio di culture.

La vera realtà sfugge sia  all’apprensione dei sensi che alla riflessione dell’intelletto, solo l’intuizone dell’artista si avvicina all’intima essenza delle cose, con immagini che non sono descrittive ma evocatrici di emozioni e stati d’animo che ci mettono in contatto con la realtà più vera, nascosta dietro le apparenze sensibili. E’ l’opposto dell’impressionismo sensitivo, che cerca un rapporto diretto e immediato con la realtà attraverso i sensi, liberati da ogni influenza delle esperienze precedenti e da ogni conoscenza o preconcetto, come in questi quadri di Monet (la stazione Saint Lazare e Il levarsi del sole).

Anche negli espressionisti la realtà si può conoscere, tanto più che spesso va criticata aspramente e per criticarla bisogna conoscerla; cosi G.Grosz in questo quadro che ritrae un generale, critica duramente il militarismo e vede  nel desiderio di violenza e di dominio la radice delle guerre che travolgeranno l’Europa e il mondo. Evidente la critica al militarismo anche nell’altro quadro che ne  sottolinea la rozzezza.

Il surrealismo è la teoria dell’irrazionale e dell’inconscio in arte. Nell’inconscio, come dimostrano i sogni,si pensa per immagini; poiché l’arte crea immagini essa è il mezzo migliore per esprimere l’inconscio. L’importante è non sottoporre le immagini a un’interpretazione in chiave simbolica che riporterebbe l’esperienza artistica sotto il dominio della ragione. L’arte deve fissare l’inconscio in immagini che hanno un valore in se stesse, deve dare spazio a un’esperienza che può rivelarsi soltanto in immagini. così in questi quadri di Mirò ( il secondo è “Numeri e Costellazioni”), dove il mondo dell’inconscio appare chiaro e solare,fiabesco, privo di quelle implicazioni sessuali e conturbanti che troviamo nei quadri di S.Dalì

Quando Picasso approda al surrealismo conserva quell’atteggiamento analitico verso la realtà che ha consentito, applicato allo spazio oggettivo in cui si trovano gli oggetti, di dare dello stesso oggetto contemporaneamente più vedute da diversi punti di vista,consentendo alla ricerca artistica di spaziare in ambiti che vanno molto aldilà di ciò che può rivelarci l’esperienza sensibile. Picasso applica lo stesso atteggiamento di analisi razionale alla ricerca interiore e arriva a mostrare simultaneamente le diverse facce, i diversi aspetti anche contraddittori e opposti, della realtà,che adesso non è più la realtà del mondo esterno ma  è la realtà dell’essere umano, il suo mondo interiore. 

Sia in “Figuras a orillas del mar” 1931 che nella “Crocifissione” 1930 le immagini hanno sia un che di bonario, di innocuo, di innocente, sia un che di mostruoso da cui può scatenarsi un’insensata e gratuita ferocia. Due facce della stessa realtà umana.

Le immagini dunque, in quanto simboli, possono rimandare a realtà molto diverse; i simbolisti hanno ragione nel dire che ogni imagine rimanda a qualcosa che non è presente, è un simbolo che come tale sta al posto di  qualcos’altro, ma non necessariamente al posto di una realtà spirituale inconoscibile.